“Se in Italia dobbiamo considerare come storici tutti gli edifici che hanno più di 50 anni allora si spostino le scuole nelle costruzioni nuove e gli uffici della Sovrintendenza negli edifici ritenuti monumentali. È inaccettabile continuare a lasciare una eredità di morte ai nostri discendenti per l’incapacità o la non volontà di fare prevenzione: il patrimonio edilizio esistente è al 70-80% vetusto o vincolato, inadeguato a sopportare un sisma. Gli interventi post sisma costano 3 volte di più di quelli di prevenzione, allora domando: perché non si provvede prima?”.

La conferenza stampa, da sx: Antonio D'Intino, il Sindaco di Faenza Giovanni Malpezzi, Paola Logorio e Alessandro Martelli

La conferenza stampa, da sx: Antonio D’Intino, il Sindaco di Faenza Giovanni Malpezzi, Paola Logorio e Alessandro Martelli

Così Alessandro Martelli Presidente Nazionale del Glis – massima autorità in materia di sistemi antisismici, parte attiva nel dibattito sulla questione della Commissione Grandi Rischi di L’Aquila – intervenuto oggi a Faenza alla conferenza stampa di inaugurazione della Stanza Antisismica.
“La legislazione antisismica si muove lentissimamente e solo dopo terremoti devastanti: è così dal 1909 in poi, cioè dal terremoto di Messina quando, solo dopo la tragedia, vide la luce la prima forma di legislazione antisismica. Vengo accusato di fare terrorismo, come accaduto quando ho rappresentato con numeri e dati i rischi che corrono gli insediamenti umani prossimi agli stabilimenti petrolchimici: sappiate che chiudere gli occhi ci porta solo ad affrontare nuove tragedie.
I sistemi antisismici sono diversi e vanno usati con un principio di complementarietà, nessuno deve escludere l’altro: si possono sommare per rendere sicuro un edificio. E in questo ordine di idee va intesa la stanza Antisismica: non è un brevetto che supera, escludendolo, l’adeguamento sismico. Tutt’altro. E’ un sistema complementare, nel senso che laddove si può fare adeguamento sismico si può aggiungerlo per essere più tranquilli, laddove invece non si può procedere è bene introdurlo in modo da diminuire i danni da sisma o, addirittura, salvare la vita. Se oggi sono qui è proprio per il dovere che corre di dover riorientare il concetto di prevenzione: non un tipo solo di sistema antisismico, necessariamente assoluto e totalizzante, ma più di uno che, insieme agli altri, rechi una sicurezza assoluta”.
E’ bene che le Istituzioni si decidano a fare informazione, che diffondano conoscenza intorno ai diversi sistemi antisismici esistenti, in modo che la gente sia messa in condizione di intervenire anche di propria iniziativa. Il problema è che la popolazione non sa, pensa che il terremoto sia un evento dagli effetti ineluttabili, ai quali non si può sottrarre. Questo è falso.

Il taglio del nastro all'apertura del prototipo nella piazza di Faenza del Duomo

Il taglio del nastro all’apertura del prototipo nella piazza di Faenza del Duomo

Il sindaco Giovanni Malpezzi ha tagliato il nastro alla inaugurazione del prototipo della Stanza Antisimica, posizionato per oggi e domani davanti al Duomo di Faenza. La presenza del Sindaco è di particolare significato in quanto egli rappresenta la massima autorità in fatto di sicurezza e protezione civile. Un dato rilevante è che Faenza rientra tra i Comuni dell’Emilia Romagna nei quali è stato adottato un piano regolatore della sismicità: qui si effettuano studi di previsione degli effetti che il terremoto. Quanto a prevenzione, Faenza è il primo Comune in Italia ad aver messo a punto la condizione limite di emergenza: non a caso la presentazione del prototipo è avvenuta OGGI IN QUESTA CITTADINA.
Ha introdotto gli interventi l’inventore della Stanza Antisismica Antonio D’Intino: come abruzzese che ha vissuto l’angoscia dello sciame sismico dell’Aquila, ha voluto richiamare l’attenzione su come la Stanza Antisismica consenta di ripristinare un concetto di casa sicura, concetto che nel susseguirsi inarrestabile dei terremoti di questi anni si è lacerato, in quanto la casa viene vissuta come posto di possibile morte invece che nido di serenità. Non è sceso nei dettagli tecnici, sui quali invece si è intrattenuto con gli ingegneri, ma ha voluto annunciare che in forza di una convenzione stretta con l’Associazione Bendandiana la Stanza Antisismica sarà installata al costo di 10 mila euro (in luogo dei 18) ai faenzani che la prenotassero entro i prossimi 30 giorni.
Ha moderato e presentato Paola LagorioPresidente Ass. Culturale “La Bendandiana” che ha voluto regalare alla sua Città non solo un’anteprima importante in tema di prevenzione sismica ma anche una convenzione inter partes orientata a divulgare la conoscenza che invece dovrebbe promuovere e pianificare l’organizzazione governativa.

AGEA
FAENZA, 24 GENNAIO 2015

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