È stato ieri ospite al seminario “Progettazione antisismica e sistemi innovativi per il rafforzamento delle strutture in c.a. e la prevenzione del rischio sismico”  Antonio D’Intino, padre della Stanza Antisismica.
Nel convegno che si è tenuto all’Aquila nella sede dell’Ance si è parlato di tecniche di prevenzione dal terremoto, con gli interventi di autorevoli relatori tra cui il professor Paolo Riva, preside della Facoltà di Ingegneria di Bergamo.

Antonio D'Intino, padre del brevetto Madis Room, durante il suo intervento al seminario del 30 ottobre 2014 all'Ance dell'Aquila

Antonio D’Intino, padre del brevetto Madis Room, durante il suo intervento al seminario del 30 ottobre 2014 all’Ance dell’Aquila

Molto apprezzato dalla platea degli addetti ai lavori l’intervento di D’Intino il cui brevetto è in grado di compiere una svolta storica nell’ottica della prevenzione.
“Non è il terremoto a far danni, ma come sono costruite le abitazioni – ha esordito l’inventore della Madis Room – non bisogna pensare alla prevenzione dopo le catastrofi naturali, ma in tempo di pace. Come ha dichiarato lo stesso Franco Gabrielli”.
“In Italia ci sono 18milioni di abitazioni (solo private) che avrebbero bisogno di essere adeguate sismicamente. Ma oltre ai problemi delle risorse economiche, abbiamo altri vincoli, come ad esempio i centri storici”.
D’Intino ha portato l’esempio di Palazzo Visconti, restituito alla città soltanto qualche giorno fa. Ebbene lo storico edificio, inizialmente sicuro al 20%, oggi lo è oltre il 60%. “Significa che non sono sicuro al 100% e se esco salvandomi dal terremoto mi possono cadere addosso calcinacci, cornicioni e tegole”.
“L’idea del brevetto (nazionale e internazionale ndc) mi è venuta dagli amici aquilani che nel periodo tragico dello sciame sismico prima del terremoto del 6 aprile 2009 hanno trascorso molte notti in macchina – ha dichiarato D’Intino – assieme ad un pool di tecnici ho voluto attivarmi con la Stanza Antisismica che ha due peculiarità. La prima è la leggerezza del guscio, che pesa 130-140 kg al m² e la seconda è non far lavorare il ‘martellamento’ con le strutture esistenti. Inoltre è caratterizzata da una staffa chiusa perché parecchie persone sono morte soffocate dopo il terremoto”.
La Stanza Antisismica può essere installata in quasi tutte le abitazioni e di fatto restituisce una stanza quasi identica, forse leggermente più piccola. “Consigliamo la camera da letto perché mentre si dorme si è meno vigili – ha detto D’Intino – mettersi in salvo dal terremoto la notte richiede qualche secondo in più. Di giorno e di notte ci si può rifugiare nella Madis Room tra i 5 e i 10 secondi prima che il terremoto incominci a demolire. Grazie alla Stanza Antisismica si può evitare di dormire in macchina”.
A mostrare l’utilità della Madis Room il crash test – che è stato effettuato sia all’Aquila che a Pescara – dove si è vista la stanza portata all’esterno del cantiere assolutamente integra”.
Antonio D’Intino ha poi spiegato di essere stato ricevuto un paio di mesi fa da Franco Gabrielli e, nel colloquio durato un’ora e mezza, il capo del Dipartimento della Protezione Civile ha definito la Stanza Antisismica “l’uovo di Colombo dell’ingegno italiano”.
La Stanza funziona come un panic room ed è performante sotto l’effetto energetico ed acustico – ha aggiunto D’Intino – vibra e non si rompe. È rivoluzionaria ed economica. La spesa di istallazione è di circa 9.500 euro. Le tragedie non bisogna aspettarle, ma prevenirle”.

L’Aquila, 31 ottobre 2014, Ilaria – Madis Room, La Stanza Antisismica

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