Progetti come quelli del Centro di Protezione Civile di Foligno e del Comune di San Giuliano di Puglia andrebbero estesi su tutto il territorio nazionale, almeno agli edifici strategici e pubblici, soprattutto se essi sono protetti da sistemi antisismici (d’isolamento sismico, di dissipazione d’energia, ecc.). Però ciò, in Italia, finora accade raramente, a rimarcare quanto siamo ancora lontani da una prevenzione sistematica. Dunque, bisogna accogliere con entusiasmo il fatto che, almeno in questi due significativi territori, si sia deciso di installare sistemi di monitoraggio sismico: non è un caso che l’Enea abbia dedicato all’argomento un evento specifico, quale è il convegno del prossimo 27 gennaio a Roma – dice Alessandro Martelli, Presidente GLIS e Vice-Presidente ASSISi.

martelli soltantoPresidente, Lei è anche da molti anni collaudatore di edifici protetti da sistemi antisismici: spiega in parole semplici perché il monitoraggio sismico negli ultimi anni ha assunto un’importanza sempre maggiore per la diagnosi ed il controllo delle costruzioni?
Il monitoraggio sismico degli edifici ha un’importanza fondamentale perché, senza di esso, non si possono valutare adeguatamente le sollecitazioni sismiche alle quali essi risulteranno soggetti durante eventi significativi. Basti dire che, almeno per gli edifici  strategici e pubblici isolati simicamente o protetti da sistemi di dissipazione dell’energia sismica, è obbligatorio in Paesi come Giappone e USA, decisamente più avanzati del nostro quanto a prevenzione.
Eseguire il monitoraggio è imprescindibile, per gli edifici importanti protetti dai sistemi antisismici, sia per verificare l’efficacia di tali sistemi, sia per decidere le azioni di controllo / intervento da intraprendere a seguito di terremoti. Ciò perché tali azioni dipendono dall’intensità dell’evento: per questo motivo ritengo che dovrebbero essere prescritte nel certificato di collaudo statico in corso d’opera, infatti, personalmente già mi comporto così. Il collaudo in corso d’opera è giustamente obbligatorio, in zona sismica, e la prescrizione delle azioni da effettuare durante la vita degli edifici è particolarmente importante per quelli protetti da sistemi antisismici, per garantire che tali sistemi continuino a possedere le caratteristiche previste a progetto.
Nel caso di specie, la sua è una soddisfazione doppia…
Sì perché, proprio per l’Enea, a San Giuliano, nel 2008, fui uno dei due collaudatori del complesso che include la nuova scuola Francesco Jovine, isolata sismicamente (grazie ad una revisione del progetto di ricostruzione iniziale, che non prevedeva l’isolamento, effettuata da un gruppo di esperti coordinato dall’Enea ndr). Nel certificato di collaudo raccomandai proprio il monitoraggio sismico. Esso è stato poi previsto, con la collaborazione dell’Enea, non solo per la ricostruzione della vecchia scuola (che era crollata durante il terremoto del 2002, causando la morte di 27 bambini e di una maestra ndr), ma anche per Palazzo Marchesale, oggi sede del Comune, che è un edificio fondato convenzionalmente, ma di pregio, riparato, con la collaborazione dell’ENEA, dopo il terremoto. A Foligno, poi (dove è previsto, da parte dell’ENEA, il monitoraggio sismico dei tre edifici più rilevanti del Centro della Protezione Civile dell’Umbria ndr), collaudai in corso d’opera, nel 2011, l’edificio principale “Centro Direzionale Sala Operativa” e l’attiguo edificio “Uffici ed Aule di Formazione”, che sono due dei sette edifici isolati simicamente in tale Centro. Anche per gli edifici da me allora collaudati raccomandai, nel mio certificato, il monitoraggio sismico.
Al convegno del 27 saranno anche illustrate l’utilità e le caratteristiche delle prove di caratterizzazione dinamica, da effettuare su edifici esistenti ai fini di valutarne, grazie ad una loro adeguata strumentazione, la vulnerabilità sismica; ciò è di estrema utilità, in particolare (ma non solo), per gli edifici danneggiati da terremoti, per poterli modellare correttamente nel progetto di riparazione e restauro. Io stesso mi sono avvalso dei risultati di simili prove per il collaudo in corso d’opera, da me concluso l’anno scorso, di tre edifici residenziali all’Aquila, danneggiati dal terremoto del 2009 e restaurati, ed ora resi sicuri, grazie anche al taglio delle fondazioni con installazione di un sistema di isolamento sismico.
Ma è possibile monitorare il patrimonio edilizio italiano, praticamente tutto vetusto oltre che storico, e già provato da eventi sismici?
Almeno per gli edifici importanti si dovrebbe. Quando un edificio è esistente, e non costruito ex novo, prima di intervenire bisogna sapere come risponderà alle sollecitazioni sismiche, a maggior ragione se ha già subìto un terremoto: diversamente è impossibile definire correttamente qualsiasi tipo di intervento. Addirittura, molto spesso non si sa neanche come sono fatti esattamente gli edifici (struttura, materiali, eventuali lesioni) e lo si può scoprire solo a seguito di prove di caratterizzazione dinamica.

Maria Paola, 12 gennaio 2015, per Madis Room – La Stanza Antisismica

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