Il Piano Casa del Ministro Lupi vuole assicurare un’abitazione a tutti, ma non si sa se le case in questione garantiranno la vita o la morte ai beneficiari del provvedimento… e si, perché la prevenzione sismica in questo Paese è una parola sconosciuta, per non dire una parolaccia. Lo ripete sempre Gabrielli: “ci ricordiamo della prevenzione solo all’esito delle disgrazie, invece il radicarsi di una cultura di protezione civile si ha e si deve avere in tempi di “pace” e non dopo che veniamo sopraffatti dall’angoscia per la perdita di vite umane”. Ed ha ragione: nessuno meglio di lui sa cosa significa avere dati e numeri e non potere darvi seguito con azioni conseguenti… L’Aquila docet. Ma tant’è. Ad oggi il certificato sismico non esiste, l’adeguamento del costruito neppure e tutto tace… fino alla prossima sciagura.
Qualcuno ha sentito parlare del terribile sisma atteso su Calabria e Sicilia? Ebbene, forse si sta aspettando di contare i morti?
Inserire nel Piano Casa la possibilità che i proprietari facciano ricorso ad istallazioni brevettate come salvavita contro il sisma potrebbe essere già un passo avanti. Tra il certificato sismico e il nulla odierno ci passano decine di soluzioni intermedie e interlocutorie: di innovazioni tecnologiche, anche di tipo passivo come la nostra Stanza Antisismica Madis Room, ce ne sono tante e tutte mady in Italia.
Il Piano Casa si trova a poter dare una svolta non solo sulla prevenzione e sulla cultura di protezione civile ma addirittura sul destino dell’intero comparto. Quello edile è in crisi da anni, tanto da aver fermato lo sviluppo del paese, così come ne sancì il boom economico a suo tempo. Ebbene, avviare la riqualificazione e ristrutturazioni dell’ambiente urbano e del costruito in generale non solo premierebbe la salvezza e la salute umana ma imprimerebbe pure una riconversione dell’edilizia e una valorizzazione delle innovazioni italiane. La riconversione senza un piano nazionale non ci sarà mai: natura saltus non facit.

Bene il rinvio del decreto sbocca Italia nel quale è ricompreso il Piano Casa che, come si legge dal Sole 24 Ore di oggi, è rinviato a settembre: ci sarà tempo per le debite riflessioni.
Ad ora siamo fermi al consumo del suolo e dell’ambiente nel tentativo di fare fronte al disperato bisogno di proteggersi dal terremoto: case antisismiche di nuova costruzione e case di legno usate come rifugio e non come abitazione sono entrambe soluzioni che costano tantissimo, in ordine di denaro, aggressione ambientale (spreco di materiali e di territorio), pratiche burocratiche, gestione della ditta che apre il cantiere e di quelle che provvedono agli interni. Insomma una situazione che viene reiterata da anni ai danni dei cittadini e delle imprese che vogliono invece riconvertirsi sulla riqualificazione urbana e sulle ristrutturazioni.
La nostra Stanza Antisismica salva la vita e costa come la normale ristrutturazione di una stanza. E siamo solo uno degli esempi dell’innovazione tecnologica del settore.

Maria Paola, Madis Room – Pescara, 29 agosto 2014

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