Il discorso di fine anno di Napolitano ricalca lo stile di sempre: dire una cosa motivando verso l’esatto contrario. Se davvero il Presidente voleva che sui giornali campeggiassero i riferimenti ai migliori italiani doveva farlo per primo e, invece, stamattina i titoli portavano parole vergognose: “italiani indegni”.
In pratica, traducendo le napolitane parole in positivo, e senza spostare una virgola, queste dovevano suonare così: “lasciamo occupare lo spazio dell’attenzione pubblica agli italiani eccellenti”. Invece, non solo si è iniziato con una negazione – che, come insegnano gli esperti della comunicazione, è un’istigazione a fare esattamente quello che viene proibito (cioè, il “non lasciamo che” di Napolitano arriva dritto dritto come un “lasciamo che”) – ma si è preferito concentrare l’attenzione su concetti negativi (italiani indegni) in luogo di quelli positivi (italiani eccellenti).
Proditorio, direbbe qualcuno, perché Napolitano non avrebbe brillato per la trasparenza né per aver perseguito gli interessi del Paese. E così anche il 2015 lo avrebbe iniziato in maniera nefasta: se il suo voleva essere un auspicio lo è stato, ma come quello di un uccellaccio.
Cosa poteva dire il Presidente? Poteva chiudere l’anno con un impegno a favore delle imprese, perché i dati che si porta sulle spalle svelano l’orrore vero, che non è tanto quello della crisi. Per snocciolare qualche dato degli anni della sua Presidenza abbiamo:
– solo nei 3 anni 2008/2011 hanno chiuso oltre 39.500 aziende: una su tre a causa dai ritardi dei pagamenti da parte della P.A.
– i ritardi dei pagamenti della P.A. sono raddoppiati negli ultimi quattro anni: +97,5 %
402 sono gli imprenditori che si sono tolti la vita per motivi economici solo nei 2 anni 2012/2014, a questi si aggiungono i 90 che ci anno provato
– i suicidi degli imprenditori sono aumentati tra gli imprenditori più giovani, quelli nella fascia di età 45/54 anni
Allora, a chi ci chiede quando arriveranno disposizioni in tema di ADEGUAMENTO ANTISISMICO possiamo solo rispondere di dedurre da soli quale sia l’orientamento del Paese sull’argomento, già solo leggendo questa letterina di Natale del Nostro Napolitano.

Il primo prototipo di Stanza Antisismica presentato ad Arkeda nel giorno di inaugurazione della fiera. Napoli 26 novembre 2014

Il primo prototipo di Stanza Antisismica presentato ad Arkeda nel giorno di inaugurazione della fiera. Napoli 26 novembre 2014, con simulazione di un sisma all’interno del prototipo

La capacità di innovazione tecnologica di cui sono portatrici le imprese, e la conseguente quanto evidente forza generativa di sviluppo e lavoro, non sono all’ordine del giorno del Paese.
Ci chiedete delle agevolazioni sulla ristrutturazione della casa nella direzione di una protezione passiva antisismica come la Stanza Antisismica, di come potete installarvi una Stanza Antisismica senza dovervela pagare per intero, quando ci sarà il promesso investimento per l’adeguamento antisismico.
Non abbiamo risposte, possiamo solo dire che per la nostra parte abbiamo fatto quanto più potevamo perché i costi della Stanza Antisismica sono pari a quelli di una semplice ristrutturazione di una camera, e che ad oggi abbiamo potuto ottenere l’accesso alle agevolazioni fiscali.
L’unico fatto certo è che se volete salvarvi la vita dal terremoto dovete spendere di tasca vostra: qualche telefonino in meno, griffe inutili, un’auto a testa in famiglia… chi le ha può farne a meno, con beneficio per la salute mentale e fisica nonché per salvarsi la pelle dal terremoto.
Roma, 1 gennaio 2015
Maria Paola per Madis Room – la Stanza Antisismica

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