Grandi rischi, attesa scossa sul 7° grado

E’ forte il rischio di una scossa di terremoto intensa, circa 7° grado nella zona colpita dallo sciame sismico di questi ultimi mesi.

Lo dice la Commissione Grandi Rischi che si è riunita ieri con il Capo Dipartimento della Protezione Civile.
Una Stanza Antisismica in casa si appalesa sempre più come la soluzione veloce e immediatamente sicura, a prescindere da qualunque considerazione di carattere tecnico, seppur opportuna e doverosa.

Una porzione dello scheletro della Stanza Antisismica, all'angolo

Una porzione dello scheletro della Stanza Antisismica, all’angolo

Dunque, le scosse che si sono succedute in questi giorni potrebbero essere premonitrici di un episodio sismico intenso: abbiamo imparato cosa significa scappare in strada, dormire fuori, stare in allerta ad ogni scricchiolìo, e sentire una comunicazione del genere suscita orrore: avere un posto sicuro nel quale rifugiarci sarebbe un miracolo. Montare una Stanza Antisismica in realtà richiede 8 giorni e mediamente 1/5 dell’investimento necessario per un adeguamento (qualora possibile).

La Stanza Antisismica nella fase di messa in opera

La Stanza Antisismica in una delle fasi di messa in opera

La sequenza sismica che ha colpito l’Appennino Centrale su una lunghezza complessiva di oltre 70 km – SI LEGGE NELLA NOTA DIRAMATA – ha avuto sino ad ora quattro momenti principali di rilascio sismico. Il 24 agosto, con l’evento di M6 di Amatrice; il 26 ottobre, con due eventi principali di M5.4 e M5.9 che hanno esteso la sismicità verso nord; il 30 ottobre, con l’evento di M6.5 che ha ribattuto la zona a cavallo degli eventi precedenti; il 18 gennaio, con 4 eventi di magnitudo M5.0-5.5, su una lunghezza di circa 10 km nella parte meridionale della sequenza, nell’area di Montereale, che si ricongiungono alla sismicità aquilana del 2009.

Si tratta di una singola sequenza sismica. L’area era già stata colpita da sequenze simili e da grandi terremoti in passato, in particolare dall’evento del 1639, e non era stata interessata dagli eventi recenti di Colfiorito (1997) e dell’Aquila (2009). Questa sequenza può essere considerata come tipica dell’attività sismica appenninica, e come tale aspettata sulla base della storia sismica e del contesto sismo-tettonico regionale.
[…] La Commissione identifica tre aree contigue alla faglia principale responsabile della sismicità in corso, che non hanno registrato terremoti recenti di grandi dimensioni e hanno il potenziale di produrre terremoti di elevata magnitudo (M6-7).

Madis Room, ROMA – 21 gennaio 2017

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