In Italia, ormai scenario sempre più spesso di catastrofi naturali, legate al clima ormai imprevedibile e alla frequente (e fisiologica) attività sismica, manca da sempre una cultura della sicurezza.Lo ha sottolineato criticamente Franco Gabrielli, capo della Protezione Civile, intervenuto a Caporciano (L’Aquila) qualche giorno fa per la consegna della medaglia alla memoria

l crash test di L'Aquila: demolizione del palazzo con all'interno la Stanza Antisismica

l crash test di L’Aquila: demolizione del palazzo con all’interno la Stanza Antisismica

di Sandro Spagnoli, volontario e responsabile dell’Area di Ecologia, solidarietà e protezione civile dell’associazione Nuova Acropoli, deceduto sotto le macerie del sisma del 2009.
Gabrielli, che ha vissuto in prima persona la tragedia del capoluogo abruzzese in qualità di prefetto, ha posto l’accento su come non solo le istituzioni, ma anche i cittadini debbano cambiare atteggiamento nei confronti della sicurezza delle proprie vite e quindi modo di operare per prevenire le catastrofi naturali, proprio all’indomani della tragedia nel Trevigiano, dove una frana su un tendone durante una festa ha causato la morte di quattro persone.
Centrale per Gabrielli la cementificazione quale causa delle catastrofi naturali. “Non solo non si mette in atto una politica di recupero dei danni fatti – ha dichiarato criticamente – ma si continua a perpetrare un uso sconsiderato del suolo”. Poi l’affondo del numero uno della protezione civile “Siamo consumatori di sicurezza e poco operatori di sicurezza, dobbiamo rapportarci a questo modo di essere del clima – ha aggiunto – deve cambiare approccio con il territorio, le istituzioni hanno le responsabilità ma ancora prima i cittadini”.
Prevenzione appunto soprattutto in una zona ad alta sismicità quale L’Aquila che, dopo la tragedia del 6 aprile 2009, deve obbligatoriamente ripensare la politica della sicurezza.
La nostra Stanza Antisismica, brevettata da Antonio D’Intino (Madis Costruzioni srl) si inserisce nella politica della prevenzione tale da garantire un rifugio sicuro all’interno di un’abitazione già esistente per tutta la famiglia. Si può installare in fase di ristrutturazione del palazzo o di un singolo appartamento: gode della detrazioni fiscali che consentono una spesa minima, praticamente uguale al costo di ristrutturazione di una stanza. Ci apettiamo che nel piano di prevenzione e sicurezza nazionale siano inserite vere agevolazioni all’installazione della Stanza Antisismica soprattutto perché questa, ad oggi,  è l’unico sistema salvavita esistente. Quanto al discorso del consumo del suolo siamo d’accordo che non si possa continuare a costruire e per questo riteniamo che le case antisismiche e le case di legno appartengano ad una realtà ormai superata.
Un fortino anti-terremoto che, come è risultato dai crash-test effettuati all’Aquila e Pescara, può salvare l’intera famiglia nel corso di un violento movimento tellurico.
Si tratta di un brevetto internazionale che oltre a salvare vite permette agli abitanti di zone particolarmente critiche di vivere sereni. Un cubo di sicurezza, semplice e immediato da istallare, che fa trascorrere una vita più serena a chi, sopravvissuto alla catastrofe, non ha mai superato la paura dell’imprevedibile terremoto.
Predisporre una stanza antisismica Madis Room all’interno di un appartamento in ristrutturazione preserva anche il consumo del suolo, evitando di andare ulteriormente a violare una natura ormai in rivolta.

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