Rai Tre, TG Leonardo di oggi: le faglie di Amatrice e L’Aquila si stanno allontanando

Le faglie dell’Appennino si stanno allontanando e questo continuerà a generare tensioni e fenomeni sismici di entità non prevedibile nella parte centrale, interessata attualmente al movimento tellurico sia odierno che dei mesi scorsi.

Lo ha detto oggi il TG3 Leonardo al minuto 5.30 a proposito della scossa di terremoto che ha svegliato L’Aquila questa mattina alle ore 4.13.

La catena montuosa appenninica è caratterizzata da due fronti coassiali, ovvero paralleli: uno ad est che comprime ed è responsabile del sollevamento della catena montuosa (localizzato nell’Adriatico) ed uno ad ovest che invece si estende ed è responsabile del progressivo ribassamento nel settore centrale della catena.

Per cui quello in corso è un effetto contagio che si sviluppa nell’appennino umbro-marchigiano.

La pressione attiva “a scatti” varie parti di faglia collegate tra loro: gli eventi di agosto e di ottobre 2016 hanno creato instabilità in tutto il sistema innescando una forma di effetto domino nelle faglie limitrofe.

L’evoluzione non è prevedibile e sicuramente nuovi eventi non si possono escludere,

La diga Rio Fucino sul lago artificiale di Campotosto (L'Aquila). ANSA/ PERI PERCOSSI

La diga Rio Fucino sul lago artificiale di Campotosto (L’Aquila). ANSA/ PERI PERCOSSI

così come la possibilità che altri segmenti dello stesso fronte estensionale possano mettersi in moto, specialmente quelli collegati al sistema del Monte Vettore, a Nord con la dorsale appenninica umbro-marchigiana e a Sud con la dorsale appenninica abruzzese.

La faglia in movimento è quella di Campotosto, l’epicentro tra Montereale e Amatrice: una faglia che non scarica da secoli e che, teoricamente per questo, potrebbe essere molto pericolosa.

L’esperienza del ’97 fa pensare che i tempi di una risoluzione non siano brevi e che l’esaurimento della sequenza sismica non sia immediata. Anche l’area geografica interessata allo sciame sismico potrebbe modificarsi.

MADIS ROOM, L’AQUILA 20 FEBBRAIO 2016

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